La Battaglia di Kursk - Myouth - Ricordi degli anni '70

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

La Battaglia di Kursk

Modellismo > Aerei > IL-2 Stormovik
La Battaglia di Kursk

Mappa delle operazioni sul fronte
Data5 luglio - 16 luglio 1943
Luogo: Kursk, Unione Sovietica
Esito: Decisiva vittoria sovietica


Il Piano d'attacco tedesco


Aerei da attacco al suolo sovietici Ilyushin Il-2 Šturmovik in picchiata.


Postazione di mitragliatrice sovietica sotto il fuoco tedesco


Soldati della divisione SS Das Reich avanzano a fianco di un panzer Tiger.


Relitti di carri armati tedeschi Panzer IV distrutti durante la battaglia.
La battaglia di Kursk , in tedesco nota col suo nome in codice di Unternehmen Zitadelle (Operazione Cittadella), in russo: Битва под Курском, traslitterato: Bitva pod Kurskom (battaglia presso Kursk), Курская битва, Kurskaja bitva (battaglia di Kursk), битва на Курской дуге bitva na Kurskoj duge (battaglia dell'arco di Kursk), si svolse nel quadro della terza offensiva estiva sferrata dai tedeschi il 5 luglio 1943 sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale e nella quale avvenne la più grande battaglia di mezzi corazzati della storia.
Lo scontro vide opporsi le forze tedesche della Wehrmacht, integrate da quattro divisioni delle Waffen-SS, e dell'Armata Rossa sovietica e si risolse, dopo dieci giorni di violenti combattimenti, con un'importante vittoria delle forze sovietiche, che vanificò il successo tedesco, precedentemente ottenuto nella terza battaglia di Char'kov, e consegnò definitivamente l'iniziativa delle operazioni sul fronte orientale all'Armata Rossa.


La battaglia
Il 5 luglio 1943
Alle ore 04:30 del 5 luglio, alla data prefissata da Hitler, prese il via la terza offensiva tedesca sul Fronte Orientale, con un teatro delle operazioni costituito da un fronte territorialmente limitato, la parte anteriore del saliente infatti era larga circa 150 chilometri, mentre il lato settentrionale e quello meridionale rispettivamente circa 250 chilometri e circa 80 chilometri.

Prima dell'alba, mentre dalle linee sovietiche venivano lanciati razzi luminosi in attesa dell'attacco, squadre di zappatori tedesche, coperte da salve di artiglieria, vennero incaricate di sminare il terreno, constatando ben presto sia la profondità dei campi minati che l'abbondanza del numero di mine, tanto che un reparto nei pressi della città di Butovo ne estrasse circa 2 700 nello spazio di un chilometro; il tempo era caldo ed umido e la mattinata trascorse tranquilla a causa di un temporale che ritardò l'azione dei bombardieri ma, appena il cielo si rischiarò, alle ore 14:50, le squadriglie di Stuka dell'VIII. Fliegerkorps, comandato dal generale Hans Seidemann, iniziarono il bombardamento, mentre lo sbarramento dell'artiglieria ebbe inizio dieci minuti più tardi, seguito subito dopo dall'avanzata dei panzer.
Gli ordini impartiti ai reparti corazzati relativi alle prime fasi dell'avanzata prevedevano, allo scopo di renderla il più veloce possibile, che in nessun caso si sarebbe dovuto prestare soccorso ai carri armati colpiti o in avaria, tale compito venne riservato ai reparti del genio, e che i panzer avrebbero dovuto avanzare verso gli obiettivi finché fossero stati in condizione di muoversi e, in caso fossero stati danneggiati e impossibilitati a muoversi, ma ancora in condizioni di sparare, avrebbero dovuto continuare ad effettuare "tiri di appoggio" da fermi e lo schema d'attacco delle divisioni corazzate prevedeva l'utilizzo dei cosiddetti panzerkeile, cunei corazzati, con alla testa i mezzi pesanti, Tiger ed Elefant, ai lati i Panther ed i Panzer IV e, tra loro, i semicingolati con a bordo le truppe di fanteria motorizzata Panzergrenadier .
Immediatamente dopo che le forze corazzate tedesche si erano messe in movimento le forze aeree sovietiche sferrarono un attacco contro l'VIII. Fliegerkorps, convergendo sulle piste site nei pressi di Belgorod e di Char'kov: i radar Freya della Luftwaffe intercettarono gli aerei sovietici ad una distanza di circa 100 chilometri ed i caccia Messerschmitt Bf 109 si alzarono in volo per intercettarli ma, pur abbattendone un considerevole numero, non riuscirono a neutralizzare l'aviazione sovietica per il prosieguo della battaglia.

Settore Nord
Il piano dell'OKH in merito all'offensiva nel settore nord del saliente di Kursk prevedeva l'avanzata diretta della 9ª armata da Orël verso Kursk, protetta sul fianco sinistro dalla 2ª armata corazzata e, una volta riunitosi con le forze provenienti da sud, conquistare la città e distruggere le unità sovietiche intrappolate nella parte occidentale del saliente, per proseguire successivamente la marcia verso est puntando nuovamente verso Mosca. L'inizio dell'offensiva era previsto, analogamente a quello del settore sud, per l'alba del 5 luglio ma il giorno prima una squadra di genieri tedeschi venne sorpresa da un reparto di soldati sovietici, ed un prigioniero catturato rivelò che alle ore 03.30 del mattino successivo sarebbe iniziato uno sbarramento di artiglieria, a cui sarebbe seguito un attacco in forze; il maresciallo Žukov, senza attendere l'autorizzazione di Stalin, diede ordine di aprire il fuoco sui punti di raccolta tedeschi alle ore 01:10, facendo pensare a Model che l'Armata Rossa stesse preparando un attacco verso Orël e, nonostante tale attacco non avvenisse e lo sbarramento tedesco iniziasse all'orario previsto, venne comunque ottenuto il risultato di creare confusione tra i reparti tedeschi e l'inizio dell'offensiva venne ritardato di due ore.

Il 5 luglio Model mandò all'attacco del Fronte di Centro di Rokossovskij, la cui prima linea di difesa era rappresentata dalla 13ª Armata, comandata dal generale Nikolaj Puchov, tre corpi corazzati: il XLI, comandato dal generale Josef Harpe, il XLVI, comandato dal generale Hans Zorn, e il XLVII, comandato dal generale Joachim Lemelsen; il XLVII corpo attaccò lungo la strada e la ferrovia Orël-Kursk, dirigendosi verso i villaggi di Hnilec' e Bobrik, sul suo fianco destro era schierato il XLVI corpo, mentre il fianco sinistro era protetto da XLI corpo e dal XXIII Corpo di fanteria, comandato dal generale Johannes Frießner. Il primo obiettivo della 9ª armata, che attaccò su un fronte largo circa 60 chilometri, tra Maloarchangel'sk e Trosna, era rappresentato dalle colline prospicienti la città di Ol'chovatka, distanti circa 15 chilometri dal punto di partenza, al di là delle quali si stendeva la piana di Kursk, priva di ulteriori ostacoli naturali e, diversamente da quanto avvenne nel settore sud, Model scelse di fare avanzare per prima la fanteria dei tre corpi, allo scopo di aprire dei varchi nel dispositivo difensivo sovietico, attraverso i quali successivamente sarebbero penetrati i mezzi corazzati, e solo la 20ª divisione corazzata, comandata dal generale Mortimer von Kessel, venne impiegata nella prima ondata d'assalto.

L'avanzata si rivelò subito molto difficile: lo sbarramento dell'artiglieria sovietica fu intensissimo, le linee di difesa si rivelarono molto profonde e i nuovi mezzi corazzati a disposizione dei tedeschi, prematuramente schierati in battaglia, fecero emergere i loro non ancora risolti difetti: i semoventi cacciacarri Elefant su meccanica Porsche, privi di mitragliatrice, nel momento in cui venivano a trovarsi in posizione isolata rispetto alla fanteria che li seguiva, si rivelarono inefficaci nei combattimenti a corto raggio contro le truppe trincerate nemiche, le quali ne ebbero facilmente ragione con l'uso dei lanciafiamme, mentre i Panther, a causa della scarsa protezione dei serbatoi di carburante e di lubrificante, tendevano a prendere fuoco per autocombustione. I progressi compiuti dalla Wehrmacht il primo giorno furono minimi e, alla sera del 5 luglio, la maggior parte dei reparti tedeschi era ancora bloccata all'interno della prima linea di difesa dell'Armata Rossa.

Il 6 luglio, considerati gli scarsissimi successi territoriali ottenuti, Model decise di impiegare altre tre divisioni corazzate, la 2ª, comandata dal generale Vollrath Lübbe, la 9ª, comandata dal generale Walter Scheller, e la 18ª, comandata dal generale Karl-Wilhelm von Schlieben, allo scopo di tentare di sfondare il fronte sovietico nei pressi di Hnilec', dove il XLVII corpo era riuscito ad aprire un varco nella linea difensiva, ma il tentativo non ottenne il risultato sperato e l'avanzata proseguì di soli 10 chilometri, mentre, il giorno successivo, le avanguardie del XLVII corpo riuscirono a raggiungere Ol'chovatka, facendo arretrare il fronte sovietico e, prendendo il controllo delle alture, facendo ritenere possibile lo sfondamento verso Kursk ma il veloce afflusso delle riserve sovietiche consentì il ripristino della linea e l'immediato contrattacco dell'Armata Rossa scongiurò il pericolo. L'8 luglio Model decise di impegnare in battaglia l'ultima riserva corazzata a sua disposizione, la 4ª divisione corazzata, comandata dal generale Dietrich von Saucken, la quale riuscì a occupare il villaggio di Tëploe, distante pochi chilometri da Ol'chovatka, e, dopo due giorni di combattimenti, la 10ª divisione panzergrenadier, comandata dal generale August Schmidt, avanzò con l'obiettivo di riconquistare le alture ma anche questo tentativo si risolse con un insuccesso e, l'11 luglio, la 9ª Armata rimase definitivamente bloccata sul versante occidentale, senza riuscire ad avanzare ulteriormente.
L'esito della battaglia ormai dipendeva dalla possibilità dell'Heeresgruppe Süd di raggiungere Kursk ma, ad aggravare ulteriormente la situazione, giunse sia la notizia dello sbarco Alleato in Sicilia, avvenuto nella notte tra il 10 e l'11 luglio, che il contrattacco sovietico nel saliente di Orël ad opera delle forze corazzate del Fronte Occidentale, comandato dal generale Vasilij Danilovič Sokolovskij, e del Fronte di Brjansk, comandato dal generale Markian Popov, avvenuto il 12 luglio. La controffensiva sovietica investì la 2ª Armata corazzata tedesca, incaricata di proteggere la retroguardia della 9ª Armata e costrinse Model a ripiegare ed a mettersi sulla difensiva, privando definitivamente la tenaglia del suo braccio settentrionale

Settore Sud
Il piano dell'OKH, in merito all'offensiva nel settore meridionale del saliente, prevedeva che la 4ª armata corazzata, dopo avere sfondato la prima linea di difesa sovietica sulle alture di Belgorod e di Korovino, avrebbe puntato verso Obojan', protetta sul fianco destro dal distaccamento d'armata Kempf, la cui ala sinistra, la 6ª divisione corazzata, comandata dal generale Walther von Hünersdorff, avrebbe dovuto attaccare attraverso Belgorod e Stabynino, muovendosi in direzione di Prochorovka; il corpo corazzato SS aveva il compito di sfondare le difese sovietiche sulla linea tra Beresov e Sadelnoe e proseguire verso la seconda linea difensiva tra Lučki e Jakovlevo, convergendo su Prochorovka. Le forze di Hoth e di Kempf, una volta riunite, avrebbero avanzato compatte in direzione di Kursk, proseguendo, una volta conclusa con successo l'Unternehmen Zitadelle, la marcia verso est.
Il 5 luglio il XLVIII Armeekorps, comandato dal generale Otto von Knobelsdorff, composto dalla divisione Großdeutschland, dalla 3ª divisione corazzata, comandata dal generale Franz Westhoven e dall'11ª divisione corazzata, comandata dal generale Johann Mickl, il III Armeekorps, comandato dal generale Hermann Breith e il II SS-Panzerkorps iniziarono ad avanzare sotto una fitta pioggia che ne rallentò la velocità e la divisione Großdeutschland venne investita dal fuoco dell'artiglieria della 6ª Armata della Guardia, comandata dal generale Ivan Chistiakov, subendo le prime perdite; il II SS-Panzerkorps, preceduto dall'azione di alcuni reparti dotati di lanciafiamme, incaricati di neutralizzare gli avamposti sovietici, nonostante lo sbarramento e la profondità dei campi minati, riuscì a raggiungere ed a superare Beresov, mentre il III Armeekorps, la punta avanzata del distaccamento d'armata Kempf, riuscì, a dispetto di forti perdite subite ad opera della 7ª Armata della Guardia, comandata dal generale Michail Šumilov, a raggiungere il Donec ed a stabilirvi una piccola testa di ponte ma lo sfondamento della linea Belgorod-Kursk non venne realizzato; il primo giorno dell'offensiva si chiuse con la conquista di Korovino ed un progresso di soli 10 chilometri, con la perdita di 10 000 morti e 350 carri armati distrutti.

Il giorno successivo il II SS-Panzerkorps respinse un contrattacco sferrato dalla 1ª Armata corazzata sovietica, comandata dal generale Michail Efimovič Katukov, ed il reggimento Der Führer, appartenente alla divisione corazzata Das Reich, riuscì a conquistare quota 243, un altopiano dal quale le truppe sovietiche controllavano la piana sulla direttrice di Lučki; l'azione delle punte avanzate del II SS-Panzerkorps consentì l'avanzata dei mezzi corazzati, proteggendo il fianco del XLVIII Armeekorps che, contemporaneamente, aiutato dall'azione dei bombardieri in picchiata, riuscì a sfondare il fronte tenuto dalla 6ª Armata della Guardia, comandata dal generale Ivan Chistiakov, avanzando di circa 30 chilometri in direzione di Prochorovka, mentre, sul fianco destro della 4ª Armata corazzata tedesca, il distaccamento Kempf si mosse dalla testa di ponte sul Donec verso nord, puntando verso Ržavec'; la breccia che venne ad aprirsi nel fronte sovietico spinse la STAVKA ad impegnare la prima delle grandi unità di riserva del Fronte della Steppa, la 5ª Armata corazzata della Guardia, comandata dal generale Pavel Rotmistrov, con il compito di arrestare il braccio della tenaglia tedesca con una costante azione aggressiva.

I movimenti delle forze tedesche convinsero il generale Vatutin che la 4ª Armata corazzata avrebbe puntato decisamente verso nord in direzione di Obojan', con l'intenzione di attraversare il ponte sullo Psel per arrivare a Kursk, ma il generale Hoth, avendo ancora di fronte la 1ª Armata corazzata sovietica e, a est di Prochorovka, le riserve corazzate di Konev, temendo un attacco sul suo fianco destro, dispose che il II SS-Panzerkorps si muovesse verso nord est per intercettarle, mentre il grosso del XLVIII Armeekorps avrebbe proseguito la marcia verso Obojan' e, una volta attraversato lo Psel, questo avrebbe dovuto dirigersi verso est in aiuto del II SS-Panzerkorps, mentre il distaccamento Kempf avrebbe continuato a proteggere il fianco meridionale. Il 7 luglio le truppe di Hausser vennero a contatto con le forze corazzate sovietiche, le quali erano appoggiate anche da treni blindati ed integrate dall'azione degli aerei da attacco al suolo Šturmovik, e, pur non riuscendo a realizzare una significativa avanzata verso nord est, ottennero comunque il previsto risultato di impedire un eventuale contrattacco sovietico sul fianco del XLVIII Armeekorps che proseguiva verso nord, destando la preoccupazione sia di Vatutin, che diramò un ordine perentorio nel quale si disponeva che i tedeschi in nessun caso avrebbero dovuto superare Obojan', che del membro del Consiglio Militare Rivoluzionario Nikita Sergeevič Chruščёv, il quale, allarmato per la situazione che si stava creando, sostenne "o resistiamo o i tedeschi prenderanno Kursk".
Nei tre giorni successivi la divisione Großdeutschland e l'11ª divisione corazzata, punte avanzate del XLVIII Armeekorps, procedettero in direzione di Obojan' sulla strada Belgorod-Kursk, mentre le unità del II SS-Panzerkorps riuscirono a fare arretrare il fronte sovietico, tenuto dalla 1ª Armata corazzata e dalla 5ª e 6ª Armata della Guardia, nonostante, già dal giorno 8, il comando tedesco avesse ricevuto rapporti di grandi concentrazioni di mezzi corazzati a nord e a nord est, e, lo stesso giorno, la divisione Das Reich avesse subito tre attacchi corazzati, per respingere i quali si era reso necessario l'intervento degli Stuka che distrussero 50 carri armati, perdite che si sommarono a quelle patite ad opera del reggimento Deutschland, il quale riuscì a distruggerne 290. Il 9 luglio, a dispetto della minaccia che si stava venendo a creare, il comando della 4ª Armata corazzata dette ordine al II SS-Panzerkorps di dirigersi a nord est di Beregovoj e di raggiungere la sponda orientale del fiume Salotinka: la divisione Das Reich, una volta conquistata la posizione, si sarebbe posta in assetto difensivo mentre la Leibstandarte e la Totenkopf dovevano puntare verso Prochorovka ed il fiume Psel.

Il 10 luglio la divisione Großdeutschland e l'11ª divisione corazzata raggiunsero le colline che si trovano sulla sommità della valle del fiume Psel e, l'11 luglio, la divisioneTotenkopf riuscì a stabilire una testa di ponte sul fiume a circa 5 chilometri di distanza da Prochorovka ma il distaccamento Kempf non riuscì ad occupare Koroča ed a superare l'omonimo fiume. Tali progressi territoriali realizzati dalle unità dell'Heeresgruppe Süd indussero Manstein a ritenere, nonostante l'azione dell'Heeresgruppe Mittefosse di fatto bloccata, che la vittoria fosse ancora possibile ed, allo scopo, richiese, in prospettiva dell'attacco verso Kursk, l'intervento dell'unica forza disponibile come riserva, il XXIV Corpo corazzato, comandato dal generale Walter Nehring, del quale facevano parte la 5ª divisione corazzata SS Wiking, comandata dall'SS-Brigadeführer Herbert Gille, e la 17ª divisione corazzata, comandata dal generale Walter Curt Gustav Schilling, ma, contemporaneamente, Stalin dette ordine alla 5ª Armata corazzata della Guardia, forte di 850 carri armati, di convergere verso un'area di raduno a nord est di Prochorovka, con l'incarico di contrattaccare le forze del II SS-Panzerkorps e della 4ª Armata corazzata.

Il mattino del 12 luglio le due unità corazzate tedesche, che disponevano rispettivamente di 600 e 300 carri armati, 100 dei quali Tiger, ripresero l'avanzata verso Prochorovka ma, inaspettatamente, si trovarono di fronte la 5ª Armata corazzata della Guardia e, mentre nei cieli si svolgeva la battaglia per il controllo dell'aria, la battaglia di terra si svolse senza uno schema tattico preciso: le due masse di mezzi corazzati si confusero tra loro, ingaggiando uno scontro che sarebbe durato più di otto ore; il generale Rotmistrov ordinò ai suoi reparti di avvicinarsi quanto più era possibile ai carri pesanti tedeschi, in modo che i T-34 potessero annullare il vantaggio che il cannone da 88mm conferiva ai Tiger nei combattimenti a distanza ed, al termine della battaglia, entrambe le parti avevano patito la perdita di circa 300 carri armati.
Mentre si stava svolgendo lo scontro tra le unità corazzate il distaccamento Kempf, il quale disponeva di 300 tra carri armati e cannoni d'assalto, si stava muovendo verso Prochorovka, trovandosi ad una distanza di soli 20 chilometri, ma, contemporaneamente, era giunta la notizia del contrattacco sovietico nel settore di Orël ed, il 13 luglio, Hitler convocò Manstein e von Kluge per ordinare loro di sospendere l'Unternehmen Zitadelle a causa della necessità di trasferire truppe in Italia e nei Balcani. Manstein protestò, sostenendo che se l'Heeresgruppe Mitte non era più in grado di effettuare manovre offensive, le forze dell'Heeresgruppe Süd avevano comunque la possibilità concreta di sconfiggere le riserve mobili sovietiche, scongiurando in questo modo il pericolo di ulteriori controffensive e guadagnando tempo, chiedendo al Führer di ordinare alla 9ª Armata di mettersi in assetto difensivo, divergendo in questo dal parere di von Kluge, il quale riteneva che questa avrebbe dovuto ritirarsi sulle posizioni di partenza, e di consentirgli di proseguire l'offensiva a sud. Hitler consentì momentaneamente a Manstein di proseguire l'offensiva ma, nonostante l'ultimo attacco sostenuto con successo dalla divisione Das Reich a Beleničino il 14 luglio, dispose successivamente che la divisione Großdeutschland dovesse essere trasferita all'Heeresgruppe Mitte mentre il II SS-Panzerkorps doveva essere disimpegnato allo scopo di essere inviato in Italia; Manstein resosi conto che, privato di quelle forze, proseguire l'attacco sarebbe stato impossibile ordinò il ritiro delle sue unità nel settore di Belgorod, ponendo fine all'Unternehmen Zitadelle.

Conseguenze della battaglia di Kursk
Il fallimento dell'Unternehmen Zitadelle, oltre alla sconfitta militare, ebbe come conseguenza immediata le pesanti perdite subite, in termini di uomini, mezzi ed equipaggiamenti, dai reparti corazzati tedeschi, precedentemente ricostituiti e riorganizzati, rendendone difficile sia l'impiego immediato per la difesa del Fronte Orientale, dove l'Armata Rossa stava assumendo decisamente l'iniziativa, che il possibile spostamento delle divisioni sul Fronte Occidentale, in prospettiva dello sbarco Alleato in Francia, previsto per la primavera successiva; ad aggravare ulteriormente la situazione vi era stato, a seguito delle perdite patite e del grande dispiegamento di uomini e mezzi per l'offensiva, un quasi totale prosciugamento delle riserve, rendendo il fronte pericolosamente esposto ad uno sfondamento.

Fonte: Wikipedia


Fanti tedeschi avanzano verso Kursk.


Carri armati pesanti tedeschi Tiger


Movimenti dell'Heeresgruppe Süd durante l'Unternehmen Zitadelle.


Il generale Walther von Hünersdorff, comandante della 6ª divisione corazzata, (al centro) osserva il campo di battaglia.
 
Copyright 2021. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu